Siete qui:

  1. Home
  2. > Eventi e Conferenze
  3. > BOCCA DI ROSA E GLI ALTRI: AL...

BOCCA DI ROSA E GLI ALTRI: AL MANCINELLI UN ATTO UNICO DEDICATO AI TESTI DI DE ANDRÈ

Di seguito il comunicato stampa realizzato dal Comune di Orvieto, e la relativa locandina, per promuovere il grandioso spettacolo ideato e messo in piedi dal nostro Vicepresidente Alberto Romizi e previsto per SABATO 28 APRILE 2018 (ore 21) presso il meraviglioso Teatro Mancinelli di Orvieto: "BOCCA DI ROSA E GLI ALTRI". Si tratta di una meritoria operazione culturale a fini benefici in favore di O.C.C. Orvieto Contro il Cancro.
Siete tutti voi a partecipare, sia per contribuire ad un giusta causa, sia per testimoniare al nostro irripetibile Vicepresidente affettuoso apprezzamento per uno sforzo personale - ve lo assicuro - di straordinaria intensità.

"Bocca di rosa e gli altri" atto unico ispirato ai testi di Fabrizio De André. Sabato 28 Aprile alle ore 21 al Teatro Mancinelli di Orvieto Serata di beneficenza promossa da Unitre  a favore dell’Associazione OCC / Orvieto Contro il Cancro Onlus
ORVIETO – Per iniziativa dell’Unitre di Orvieto, con il patrocinio del Comune di Orvieto Unitre nazionale ed il contributo delle Cantine Monrubio, Sabato 28 Aprile alle ore 21 al Teatro Mancinelli di Orvieto, sarà rappresentato l’atto unico con musica “Bocca di rosa e gli altri”, ispirato ai testi di Fabrizio De André.
“Bocca di rosa e gli altri” è un’opera teatrale scritta da Alberto Romizi, come atto d’amore per la poetica e le tematiche di Fabrizio De André. L’anima del grande cantautore, che non si volle mai definire un poeta, pur essendolo per riconoscimento generale, ci viene svelata da Piero, Bocca di rosa, il chimico, Marinella, alcuni tra i suoi personaggi più amati, che tornano a vivere e  raccontano la loro storia, le loro emozioni, i loro ideali, rivelatori della bellezza del pensiero di un artista, amato da intere generazioni. Così ne scopriamo il profondo e peculiare senso religioso-laico, la sua pietà per gli ultimi e gli emarginati, la coscienza della volatilità e ciclicità dell’amore e infine la sua capacità di sorridere delle convenzioni e il sottile piacere nel trasgredirle.
 
Tre gli episodi, ognuno indipendente dagli altri, due dei quali drammatici e uno retto invece sul filo dell’ironia e lo scherzo.
 
18 Febbraio 1940: nasce, accolto dalla musica di un valzer, Fabrizio de André. Il 10 Giugno dello stesso anno, uno dei suoi più riusciti personaggi, Piero, affascinato dalla cultura classica, va in guerra a combattere proprio contro quella Grecia che ama tanto e sceglie di morire, anteponendo i suoi ideali all’amore per la donna che deve sposare e all’affetto per i propri genitori. 
 
Anni Settanta: una ragazza abbandonata, ma fiera e disinibita, si ferma in un piccolo paese e lo mette a soqquadro con la sua vitalità e con il suo piccolo segreto.
 
1953: sullo sfondo del boom economico e dell’ascesa del denaro a valore fondante della nascente società industriale, una giovane ragazza viene sbalzata dalla sua terra a Milano, dove scenderà tutti i gradini dell’inferno: è la vera storia di Marinella, la più poetica canzone di Fabrizio de André.
 
La recitazione è esaltata dalle note e dalle parole delle più celebri e commoventi canzoni del repertorio di Fabrizio De André, cantate e suonate dal vivo da musicisti e cantanti, tra cui spicca la professionalità di Vanessa Pettinelli e Riccardo Cambri. La musica si intreccia e dialoga con gli attori recitanti, conferendo così alle storie il sapore inconfondibile dell’immaginario del cantautore e colorandole di toni ora malinconici, ora drammatici, ora bizzarri ed esilaranti.
 
Non mancano dei riferimenti alla vita di Fabrizio. Il racconto dei personaggi si alterna, infatti, a salienti frammenti biografici, oltre il rapimento, episodio noto a tutti, anche la nascita, momento topico, quasi profetico, rallegrata da un valzer a cui Fabrizio stesso da adulto “darà la parola” e ne farà uno dei primissimi dischi, la cui facciata B sarà il capolavoro, “Marinella”, forse la sua invenzione più poetica, sicuramente il brano che lo rese famoso al grande pubblico e che lo fece diventare Fabrizio de André.
 
Gli arredi scenografici sono stati concessi dalla Bottega Michelangeli. La regia è affidata a Nino Marziano, professionista molto attento a scavare la psicologia dei personaggi e a rendere sulla scena l’espressività di un testo scarno, quanto denso di significati, guidando attori molto giovani e pieni di energia e di risorse.
 La serata è a scopo di beneficienza a favore dell’associazione “Orvieto Contro il Cancro” che da anni opera sul territorio, per dare sollievo e aiutare malati e famiglie.